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PO FESR
Sicilia 2007 - 2013

Asse IV

Obiettivo Operativo 4.1.1
Linea di intervento 4.1.1.2









 
 




 

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Metodologie innovative “Design Thinking” di produzione e distribuzione di Banche Dati Geografiche per consentirne una gestione interoperabile tra PA, imprese e cittadini in approccio multilivello sui settori di intervento Ambiente, Energia, Pianificazione Territoriale, Beni Culturali e Protezione Civile nel rispetto delle ultime direttive europee (INSPIRE) nazionali (DL.32 e DL70) e regionali (SRI e PO FESR).

La diffusione dei risultati (sia quelli ottenuti in corso d’opera che quelli finali) è stata intesa come una duplice attività mirata:

  • da un lato ed in fase di esecuzione progettuale, a introdurre il gruppo di lavoro e promuovere gli obiettivi progettuali all’interno di altri gruppi di ricerca nazionali ed europei che stanno definendo gli standard di riferimento tecnico operativi;

  • dall’altro, a progetto concluso, a diffonderne i risultati e renderli disponibili anche alle PA e ai Professionisti, utenti finali dell’attività di produzione delle Banche Dati.

Più precisamente, ed in riferimento alla prima tipologia di diffusione, le attività e gli obiettivi progettuali sono stati raccordati con le attività e gli obiettivi di progetti di definizione e standardizzazione condotti sia a livello nazionale che europeo dai seguenti comitati/gruppi di lavoro ufficiali:

  • Comitato per le regole tecniche sui dati territoriali delle Pubbliche Amministrazioni
    (presso il DigitPa e l’ISPRA a livello nazionale);

  • INSPIRE Thematic Working Groups;

  • Data Specification Drafting Team;

  • JRC INSPIRE Team (presso la Commission Decisions or Regulations, a livello europeo).

E’ stato quindi intento del raggruppamento accreditarsi, oltra che presso i su citati comitati/gruppi di ricerca, anche presso le strutture tecniche della PA regionale siciliana che partecipano anch’esse, a diverso titolo, al processo di definizione di standard e procedure per la produzione e gestione in sicurezza della Banche Dati territoriali.

In riferimento alla seconda tipologia di diffusione, il modello organizzativo proposto dalla scrivente Azienda per la diffusione dei risultati, a fronte della complessità delle attività previste per le caratteristiche di multidisciplinarietà e al tempo stesso di forte specializzazione richiesta in ognuna di esse, è stato articolato fissando degli obiettivi progettuali che, oltre a quelli previsti in sede propositiva, potessero successivamente garantire:

a)     la massima visibilità dei risultati raggiunti nel corso di ogni fase progettuale, offrendo a tutto lo staff tecnico di progetto strumenti di monitoraggio, verifica e validazione dei risultati raggiunti al fine di prevenire criticità e controllare il rispetto dei tempi di realizzazione;

b)     la realizzazione di uno strumento interattivo di “conoscenza ed analisi” che permettesse la fruizione di tutti i dati processati e prodotti (dati e documenti), di tutti gli elaborati progettuali nonché l’immediata visibilità delle metodologie di riferimento e dei nuovi standard definiti. Lo sforzo di costituire un quadro conoscitivo globale, necessario a supportare le attività pianificatrici del progetto, si è configurato essenzialmente come un problema di certificazione dei dati geografici e di loro integrazione per formare una base informativa affidabile, coerente ed univoca che potesse successivamente essere di riferimento anche per altri servizi della Pubblica Amministrazione;

c)      la disponibilità, per ogni componente del gruppo di lavoro, di un set di dati e documenti tecnici sempre aggiornati ed in linea con ogni modifica apportata da ogni altra componente tecnica del gruppo di lavoro. Tale requisito, spesso indicato con i termini di Interoperabilità e Consistenza del set di informazioni condivise, è stato di notevole supporto per garantire l’ottimizzazione tecnica, economica e temporale del progetto nonché il sincronismo richiesto tra le linee di attività previste.

Per rispondere pienamente agli obiettivi sopra descritti si è voluto focalizzare l’attenzione su due particolari soluzioni (la prima organizzativa, la seconda di diffusione metodologica).

Il modello organizzativo individuato, ha previsto anche un gruppo dedicato alla governance di progetto, con funzioni di coordinamento generale del progetto ed interfaccia con ben otto team specialistici composti da esperti nelle varie discipline afferenti le diverse attività richieste sia per la fase di sviluppo sperimentale che per l’innovazione di processo.

Questi otto gruppi operativi hanno interagito attraverso  il  Team Crossing”, trasversale ai precedenti, al quale è stato demandato il compito di correlazione tra  le varie attività progettuali offrendo, al contempo, un’interfaccia tecnica che ha contribuito significativamente:

  • realizzare, popolare e manutenzionare un Portale Web di Progetto all’interno del quale sono stati costantemente aggiornati i contenuti relativi a dati (numerici, geografici, documentali) prodotti, processati e/o aggiornati;

  • implementare gli standard e le metodologie di processo acquisiti o definiti ex novo
    indicare stepbystep lo stato di avanzamento delle fasi progettuali (milestones e deliverables di ogni linea progettuale).

L’accessibilità al Portale (con diversi livelli di visibilità) è stata garantita non solo al gruppo di Governance progettuale ma anche, logicamente a tutti i componenti dei Team di progetto ed al Team Crossing al fine di facilitare le attività di governo e monitoraggio dello stato di avanzamento progettuale.

 In estrema sintesi, così come da intento del Raggruppamento, il Team Crossing ha potuto garantire:

  • l’omogeneità di tutte le informazioni gestite e/o prodotte dalle attività progettuali, che si è tradotta in qualità, gestibilità e replicabilità, dei risultati progettuali;

  • la piena fruizione di tali informazioni ai Team di progetto nello sviluppo del progetto al fine di supportare la pianificazione delle attività, monitorare ogni eventuale imprevisto e garantire gli opportuni feedback di ripristino all’insorgere di ogni criticità;

  • l’efficienza del servizio ottenuta grazie alla condivisione non soltanto delle informazioni ma anche delle risorse del Team Crossing da parte degli altri Team di progetto;

  • la condivisione all’interno di un unico gruppo di lavoro del know how che ogni team peculiarmente possedeva.






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